La protesi dentale è un manufatto, realizzato per mano di specialisti in Odontotecnica, utilizzato per rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici.

Si definisce anche protesi dentaria la parte dell’odontoiatria che si occupa della progettazione e costruzione di protesi, rispettando i seguenti requisiti:

  • Funzionalità: riguarda il ristabilimento della corretta masticazione e delle funzioni articolari (apertura, chiusura, lateralità destra-sinistra, protrusione-retrusione e la corretta fonetica).
  • Resistenza: la protesi deve resistere al peso del carico masticatorio e all’usura dei liquidi buccali.
  • Innocuità: la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti.
  • Estetica: i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali e bisogna fare molta attenzione a non alterare il corretto profilo facciale del paziente. Le possibilità offerte dalla disciplina odontoiatrica, chiamata protesi dentaria, sono quattro.

La corona si impiega quando si ha la necessità di rimpiazzare solo la parte esterna di un dente, ma la radice è sana e salda.

Il ponte si usa per sostituire un intero dente appoggiandosi su quelli laterali ed è composto al massimo da tre denti artificiali.

La protesi rimovibile sostituisce dai quattro denti in su, fino all’intera dentatura (la cosiddetta dentiera).

L’impianto sostituisce un solo dente ma, al contrario del ponte, non richiede il sacrificio di denti sani per sostenere quello artificiale. Si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio ed è sconsigliato a diabetici, forti fumatori e malati cardiaci gravi.

La durata di una qualsiasi protesi varia dai dieci ai vent’anni, secondo il tipo prescelto e la qualità dell’igiene orale del “portatore”.